“Tutti ce l’hanno con me perché sono piccolo e nero… è un’ingiustizia però!”

Quanti l’avranno assaggiato a qualche incrocio della vita…

“Un altro modello comportamentale che spesso crea altri problemi è il vittimismo, ovvero la strategia per mascherare la più grande manifestazione di egoismo ed egocentrismo. Esso può manifestarsi inizialmente come conscio, e quindi strategico e voluto, e avviene soprattutto in situazioni di litigi o discussioni in cui, non avendo più argomenti (o addirittura in mancanza di essi) per controbattere, si sfugge inevitabilmente con frasi tipiche come “è sempre colpa mia”, “come dici tu”, “hai ragione tu”, “siete tutti contro di me”ecc.
Con il tempo, o con la semplice comprensione che esso funziona bene, diventa un meccanismo interiorizzato, talmente potente da trasformarsi nella vera e propria identità.

Il vittimismo si impossessa del soggetto che ha deciso di farsi possedere, e lo comanda a suo piacimento. Ecco che in situazioni di vita quotidiana si insinua confermandosi in frasi come “non ce la posso fare”, “non sono all’altezza”, “è troppo complicato” ecc.
Questi atteggiamenti auto sabotanti, chiaramente, faranno terreno bruciato anche intorno a se allontanando i soggetti positivi e costruttivi, e avvicinando altri elementi della stessa razza del vittimista cronico. A quel punto la lamentela sarà il nutrimento principale.
La cosa che forse il vittimista cronico non sa, e che in questo modo lui stesso crea i suoi carnefici, trasformando il mondo proprio come vuole lui, e subendone le conseguenze.

Altra caratteristica del vittimista è la continua ricerca di un colpevole che giustifichi e gratifichi il suo essere vittima. Può mai esistere una vittima senza un carnefice? Niente affatto! Quindi più carnefici ci sono in giro, più si creano alleanze segrete e colazioni tra di loro, più viene rinforzata l’identità di vittima.
Allora questo Ego smisurato inizia ad elargire responsabilità della propria sofferenza al di fuori di se, e come già spiegato, attirerà a se le malattie di cui ha paura, la povertà di cui parla tanto, e i nemici immaginari che lo minacciano prenderanno forma e sostanza.

La vittima si manifesta, quindi, attraverso la generalizzazione delle colpe (“tutti contro di me, tutti ce l’hanno con me, gli uomini/le donne sono tutti/e uguali ecc.”) aumentando il senso di se: più gente c’è nel teatro, più famosi si diventa.

Il vittimista cercherà di far sentire in colpa gli altri per camuffare il suo stato di senso di colpa perenne.”

Gabriele Pintaudi

“Lo scopo principale del vittimismo è quello di generare il nostro malessere interiore, boicottando così una possibile presa di coscienza, e contemporaneamente fomentare il senso di colpa nelle persone che si relazionano con noi, stimolando, di conseguenza, il loro giudizio e abbandono.

Se riteniamo, pertanto, di soffrire di tale malattia energetica, è opportuno trattenere eventuali intenzioni negative e moderare le caratteristiche lamentele, operando, nel frattempo, sulle cure disponibili per l’attaccamento e il rancore, cioè distacco e fiducia.

Se, invece, ci troviamo di fronte a persone che mostrano chiari segnali di vittimismo, è necessario scoraggiare ogni sua forma ed evitare qualsivoglia atteggiamento di rinuncia, da parte nostra, a favore di un nostro conseguente senso di colpa, ingiustificato ed immotivato, nonché profondamente distruttivo.”

Balance Battaglia

 
 
 
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Informazioni su Roberta Viotti Eowyn

Semplicemente una cantastorie... Dalla recensione di Chiara Lorenzetti a "Ti ha mai chiamato il mare" " Roberta Viotti, in arte Eowyn è rara poetessa d'amore senza spine. Leggere è immergersi dentro ad una favola ove le parole suscitano immagini delicate e fragili. [...] V'è tra le righe, una tangibile carnale sensualità dell'amore, vissuto come unico ed immortale. La potenza dei versi inchioda e non da scampo alla fuga. [...] Roberta ci mostra con la sua immaginifica poesia, che l'amore è la sola salvezza, il ricondursi alla scoperta di sé."
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