La parola utile

Nell’ambiente di studio e di lavoro incontro molte persone, alcune rappresentano solo un passaggio, una carezza piccola, o uno sguardo corrugato che lasci presto per  strada

Da altre ricevo preziosi insegnamenti, tesori meravigliosi da custodire arricchendosi, abbracci colmi di stanze e parole, azzurre e immense come viaggi aperti

“ Oggi viviamo in un mondo pieno di parole. Dai talk show agli opinionisti, dai blog ai social forum, tutti parlano a gran voce.

Se da una parte la libertà di espressione è un sacro diritto dell’essere umano, dall’altro è implicita la responsabilità di fare un uso consapevole e costruttivo di tale libertà.

La parola è utile quando porta ad una maggiore comprensione, ad alimentare il senso civile, il rispetto reciproco. La parola è utile quando porta sostegno, consolazione e dignità a chi la pronuncia e a chi la sente.

Nell’affrontare un problema la parola utile è orientata verso la soluzione e pertanto non è lamentela, né recriminazione, né  intolleranza. Non sguazza nel problema, né nell’autocommiserazione.

Quando indulgiamo nella chiacchiera, nella lamentela, nella critica, facciamo un cattivo uso della nostra libertà di parola e così arrechiamo un danno sia a noi stessi, sia a chi ci ascolta. Alla fine della conversazione nessuno si sentirà meglio, probabilmente si avvertirà al contrario un senso di impotenza, rabbia, frustrazione.

Anche nel dialogare con noi stessi è facile cadere nella trappola della parola inutile.

Se il nostro dialogo interiore ci fa sentire deboli, impotenti, sbagliati allora siate certi che ci siamo cascati. Ma anche quando i nostri discorsi affermano prepotentemente che abbiamo ragione, che siamo totalmente nel giusto, ci siamo cascati lo stesso.

In entrambi i casi manca l’orientamento alla soluzione del problema, non c’è nulla di costruttivo.

Inoltre questo atteggiamento ci sottrae moltissima energia che potremmo utilizzare per fare qualcosa di utile, di bello. Avete mai notato come ogni slancio verso un’azione si smorzi sempre di più man mano che ne parlate? Tanto che alla fine spesso l’azione resta incompiuta. Questa è la dispersione di energia di cui parlo.

Quando la parola non è utile è dannosa, non inutile. Nel migliore dei casi infatti ci sottrae energia, ma molto spesso finisce col ferire qualcuno.

Non è meglio essere costruttivi?”

Silvia P.

 

Silvia è una docente straordinaria, ha una passione nel petto e negli occhi, che ti arruffa la pelle. E’ umile Silvia, arriva dritta al centro, e la scopri sicura e determinata

Ti ci appoggi dalle sedie traballanti, piccola forte – e luminosa –

E’ energia, come un coro assoluto

Tutto ciò che – colpisce giudica annienta ferisce limita soffoca incatena annulla – un altro essere umano, spesso rappresenta ciò che tacciamo o non vogliamo vedere di noi stessi, o la via più semplice – per arrivare in nessun dove –

Ha una meraviglia la vita, che non va sequestrata, un fiore, che non va calpestato

E parole che ardono, sopra venti fasulli

Eowyn

 

bs5qY

Informazioni su Roberta Viotti Eowyn

Semplicemente una cantastorie... Dalla recensione di Chiara Lorenzetti a "Ti ha mai chiamato il mare" " Roberta Viotti, in arte Eowyn è rara poetessa d'amore senza spine. Leggere è immergersi dentro ad una favola ove le parole suscitano immagini delicate e fragili. [...] V'è tra le righe, una tangibile carnale sensualità dell'amore, vissuto come unico ed immortale. La potenza dei versi inchioda e non da scampo alla fuga. [...] Roberta ci mostra con la sua immaginifica poesia, che l'amore è la sola salvezza, il ricondursi alla scoperta di sé."
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9 risposte a La parola utile

  1. Eroedelsilenzio ha detto:

    Una riflessione decisamente interessante, ma soprattutto concreta e saggia.
    Aggiungo, dal basso della mia posizione, che (troppo) spesso chi parla, critica, esprime giudizi o pareri non lo fa secondo la propria reale concezione delle cose, semplicemente perché non c’è. Si formano pensieri non liberi, già digeriti dalla mente di qualcun altro, magari di qualche “quotato” opinionista in qualche talk show. E lo stesso avviene nel dialogo “interiore”: leggersi non è facile, figuriamoci sostenere lo sforzo nel provare a parlarci.

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    • Spesso ci scontriamo con gli altri, perchè vediamo in loro i nostri irrisolti
      Accade
      Il lavoro su se stessi è sempre impervio e oneroso, ma non deve diventare la scusante per nemmeno provarci, o per trovare facili bersagli su cui sfogare il proprio malessere

      Fermiamoci qui, o diventa un discorsone😉

      Un sorriso🙂

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      • Eroedelsilenzio ha detto:

        Vero. Troppo spesso il “lavorare su se stessi” diventa una scusa, una sorta di freno, magari per pigrizia o paura. Bisogna cercare un equilibrio tra le proprie esigenze e l’offerta sociale, nel vivere civili senza scaricare sugli altri i propri problemi. Anche perché è facile essere vittime dell’ipocrisia, puntando il dito e facendo esattamente le stesse cose, se non peggio!
        Ricambio il sorriso🙂

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  2. newwhitebear ha detto:

    la riflessione è interessante. Le parole come dice alla fine se non sono utile, provocano danni. Le parole possono essere macigni da spostare se4nza successo.

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